L’autorizzazione al trattamento dei dati nel CV non è generalmente necessaria per permettere a un’azienda di valutare una candidatura spontanea. Il trattamento dei dati strettamente pertinenti alla selezione può basarsi sulle misure precontrattuali richieste dal candidato, mentre il Codice privacy italiano stabilisce che, entro questi limiti, il consenso per i dati presenti nel curriculum non è dovuto.
Puoi quindi inviare il curriculum anche senza la tradizionale frase sulla privacy. Se un portale, un bando o una procedura richiede una specifica dichiarazione, segui però le istruzioni fornite. Vediamo cosa prevedono le fonti ufficiali, quale formula facoltativa usare e quali dati evitare.
Questa guida offre informazioni generali e non sostituisce una valutazione legale del singolo caso.
L’autorizzazione privacy nel CV è obbligatoria?
No, non esiste un obbligo generale di inserire nel curriculum una frase con cui autorizzi il trattamento dei dati per valutare la candidatura.
L’articolo 111-bis del D.lgs. 196/2003, cioè il Codice privacy, prevede che, nei limiti delle finalità precontrattuali richiamate dall’articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del GDPR, il consenso al trattamento dei dati personali presenti nei curricula non sia dovuto. Nei casi di curriculum spontaneamente trasmesso, l’informativa viene fornita al primo contatto utile successivo all’invio.
Puoi consultare il testo consolidato del Codice privacy su Normattiva e l’articolo 6 del GDPR su EUR-Lex.
| Situazione | Cosa fare |
|---|---|
| Candidatura spontanea inviata via email | La dicitura non è normalmente necessaria per la valutazione precontrattuale |
| Candidatura tramite portale aziendale | Leggi l’informativa e completa i passaggi richiesti dalla piattaforma |
| Bando o procedura con modulo obbligatorio | Usa il modulo e la dichiarazione indicati, senza modificarli arbitrariamente |
| Agenzia per il lavoro | Consulta informativa, finalità e opzioni proposte dall’agenzia |
| CV destinato anche all’estero | Verifica prassi e normativa del Paese e del destinatario |
La formula corretta da inserire nel CV
Poiché la formula non è necessaria nel caso ordinario appena descritto, la soluzione più semplice è non inserirla. Se preferisci mantenerla per prassi, compatibilità con vecchi sistemi o indicazione del destinatario, usa una frase breve e non presentarla come condizione che sostituisce gli obblighi dell’azienda.
Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel presente curriculum ai fini della selezione, nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 e del D.lgs. 196/2003, come modificato dal D.lgs. 101/2018.
Questa è una formula facoltativa e prudenziale, non l’unica frase “ufficiale”. Non è necessario elencare numerosi articoli. Soprattutto, evita di scrivere “ai sensi dell’articolo 13 GDPR” come se l’articolo 13 fosse la base dell’autorizzazione: quella disposizione disciplina le informazioni che il titolare deve fornire all’interessato.
Dove inserire la dicitura
Se decidi di usarla, collocala alla fine del curriculum, dopo esperienze, formazione e competenze. Imposta un corpo leggermente più piccolo ma leggibile e non occupare spazio prezioso nella parte iniziale.
- non inserirla nell’intestazione;
- non ripeterla in ogni pagina;
- non sostituire con essa l’informativa del destinatario;
- non aggiungere una firma scansionata soltanto per questa frase, salvo richiesta specifica;
- non indicare una data di aggiornamento diversa da quella reale del documento.
Per impostare correttamente tutte le sezioni, consulta la guida completa al curriculum vitae.
Consenso, informativa e base giuridica non sono la stessa cosa
| Termine | Che cosa significa | Chi se ne occupa |
|---|---|---|
| Informativa privacy | Spiega titolare, finalità, dati, tempi, destinatari e diritti | Il soggetto che tratta i dati |
| Base giuridica | È il presupposto che rende lecito uno specifico trattamento | Il titolare deve individuarla |
| Consenso | È una delle possibili basi giuridiche, non sempre necessaria o appropriata | L’interessato lo esprime quando richiesto validamente |
| Dicitura nel CV | È una dichiarazione aggiunta dal candidato | Il candidato può inserirla facoltativamente |
Una frase generica nel curriculum non autorizza qualsiasi uso futuro dei dati. L’azienda deve trattarli per finalità determinate, in modo trasparente e per il tempo necessario, individuando la base giuridica adeguata. Eventuali finalità ulteriori, come la conservazione per future selezioni o particolari attività di profilazione, devono essere spiegate nell’informativa e valutate separatamente.
Quali dati personali evitare nel curriculum
La migliore protezione non è una formula lunga, ma la minimizzazione: inserisci soltanto ciò che serve a presentare la tua candidatura.
- Indirizzo completo: normalmente bastano città o area di domicilio, se pertinenti.
- Codice fiscale e numero del documento: non servono nella prima candidatura, salvo procedura che li richieda legittimamente.
- Stato civile e informazioni familiari: non descrivono la tua idoneità professionale.
- Dati sanitari: non inserirli spontaneamente; gestisci eventuali esigenze tramite i canali appropriati.
- Opinioni politiche o religiose: omettile salvo contesti eccezionali in cui siano pertinenti e la gestione sia lecita.
- Foto: non è obbligatoria nel CV italiano; valuta necessità e rischio di discriminazione.
- Referenze con recapiti personali: chiedi il permesso prima di condividere dati di terzi.
- Firma scansionata: può essere riutilizzata impropriamente; aggiungila soltanto quando davvero richiesta.
Non allegare documenti d’identità, certificati o buste paga alla prima candidatura se non esiste una richiesta legittima e verificabile. Se un’informazione sarà necessaria per l’assunzione, potrà essere raccolta nella fase appropriata.
Dati particolari e categorie protette
Il GDPR prevede tutele specifiche per categorie particolari di dati, come salute, convinzioni religiose, opinioni politiche, appartenenza sindacale e dati biometrici. Nel recruiting possono inoltre essere necessarie informazioni relative a collocamento mirato o accomodamenti.
Non affidarti a una dicitura generica per risolvere questi casi. Segui il canale indicato nell’annuncio o dall’azienda e comunica soltanto i dati necessari alla finalità. Il Garante ha adottato prescrizioni specifiche per il trattamento di categorie particolari di dati nei rapporti di lavoro e nei curricula; consulta il provvedimento ufficiale del Garante quando il tema è rilevante.
Candidatura spontanea, portale e agenzia: cosa cambia
CV inviato spontaneamente
L’articolo 111-bis riguarda espressamente anche i curricula spontaneamente trasmessi per l’eventuale instaurazione di un rapporto di lavoro. Il consenso non è dovuto nei limiti della finalità precontrattuale; l’informativa deve arrivare al primo contatto utile.
Portale di candidatura
Leggi l’informativa prima di selezionare caselle. Distingui l’invio per una posizione specifica dall’eventuale permanenza nel database, dalla comunicazione ad altre società del gruppo e da finalità ulteriori. Non accettare automaticamente ogni opzione facoltativa.
Agenzia per il lavoro
L’agenzia può trattare candidature per attività e opportunità differenti secondo l’informativa applicabile. Il Garante ha approvato un codice di condotta per le agenzie per il lavoro che tratta anche la ricezione dei curricula e l’informativa ai candidati.
Firma e data sono necessarie?
Per una normale candidatura privata, non esiste un obbligo generale di firmare e datare il CV per rendere valida la dicitura privacy. Firma e data possono però essere richieste da un bando, un modulo o una procedura specifica: in quel caso segui le istruzioni.
La data può essere utile come informazione di versione, mentre una firma scansionata introduce un dato ulteriore e un possibile rischio di riutilizzo. Non aggiungerla per abitudine.
Inviare il CV in modo più sicuro
- verifica dominio email, sito e identità del destinatario;
- invia il CV in PDF e controlla metadati e commenti nascosti;
- usa un nome file professionale, senza codice fiscale o data di nascita;
- non inviare documenti aggiuntivi non richiesti;
- non comunicare credenziali, codici OTP o dati bancari per partecipare a una selezione;
- conserva annuncio, informativa e comunicazioni ricevute;
- se sospetti una frode, non aprire link o allegati e verifica attraverso canali ufficiali.
Per l’invio diretto a un’azienda puoi seguire anche i consigli sulla candidatura spontanea, mantenendo testo dell’email e allegati essenziali.
Errori frequenti nella dicitura privacy
- considerarla sempre obbligatoria;
- citare l’articolo 13 GDPR come se fosse una base giuridica del consenso;
- usare riferimenti normativi incompleti o non aggiornati;
- credere che la frase autorizzi qualunque trattamento o conservazione;
- aggiungere firma, documento e dati superflui per “maggiore validità”;
- ignorare l’informativa del portale perché il CV contiene già la formula;
- inserire informazioni sensibili non necessarie alla candidatura;
- seguire una formula generica invece delle istruzioni di un bando.
Domande frequenti
Un CV senza autorizzazione può essere valutato?
Sì, nel normale contesto della candidatura e nei limiti della finalità precontrattuale. L’assenza della frase non impedisce automaticamente al recruiter di valutare il curriculum.
La formula va inserita nel CV Europass?
Non è generalmente necessaria neppure in un CV Europass. Se il destinatario o la procedura richiede una dichiarazione specifica, usa quella indicata.
Devo firmare sotto la dicitura?
Non per una normale candidatura privata, salvo richiesta specifica. Evita di diffondere una firma scansionata senza necessità.
L’azienda può conservare il CV per sempre?
No. Il periodo di conservazione deve essere coerente con finalità, base giuridica e principi del GDPR e deve essere spiegato nell’informativa. Puoi esercitare i diritti applicabili contattando il titolare indicato.
Posso chiedere la cancellazione del curriculum?
Puoi rivolgerti al titolare del trattamento usando i contatti presenti nell’informativa ed esercitare i diritti previsti dal GDPR, tenendo conto delle condizioni applicabili al caso.
In sintesi
L’autorizzazione al trattamento dei dati nel CV non è normalmente obbligatoria per la valutazione di una candidatura spontanea nei limiti precontrattuali previsti dalla normativa. Puoi ometterla oppure inserire una formula facoltativa breve quando una prassi o procedura la richiede. La tutela più importante resta condividere soltanto dati pertinenti, leggere l’informativa del destinatario e seguire le istruzioni della specifica selezione.
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